Vuelle, è Lorenzo Pizza l’uomo della svolta: rileverà quote del club

 Dal calcio a 5 verso il ritorno al basket: l’imprenditore e presidente dell’Italservice pronto a investire per la sua passione giovanile

L’orizzonte della Vuelle si apre improvvisamente su una prateria tutta da cavalcare: perché il ‘cavaliere bianco’ di cui si parla da giorni come possibile, nuovo, proprietario di una parte consistente del club, era già in sella in un campo sportivo. Sempre su un parquet, ma senza canestri. Lorenzo Pizza, imprenditore 50enne, titolare dell’Italservice e presidente dell’omonima squadra di serie A di calcio a 5, è l’uomo su cui punta forte la Vuelle per il rilancio nel mondo del basket. Le parti si sarebbero già accordate per la cessione di una parte delle quote e si aspetterebbe solo il ritorno di Luciano Amadori dalla montagna per uscire allo scoperto, visto il forte legame fra Pizza e l’ex presidente del Consorzio che per primo lo aveva già coinvolto anni fa, tanto che l’imprendiore era entrato anche nel Cda biancorosso insieme a Bibi Selci, per poi uscirne poco tempo dopo in maniera anche leggermente polemica.

Ma quelle incomprensioni sono ormai superate, tanto che due mesi fa lo stesso Pizza, intervistato dal nostro giornale, aveva dichiarato che sarebbe stato disponibile a rientrare nel Consorzio a patto che al comando ci fosse ancora Luciano, che invece aveva già dato le dimissioni (specificando però che sarebbe rimasto nel Cda per dare una mano). Evidentemente la nuova presidenza Arceci è stata ugualmente convincente e dunque siamo davanti ad una svolta per il basket cittadino, ancorato da un decennio nella zona a rischio della classifica, sempre in lotta per la salvezza con budget risicati e acrobazie compiute anche all’ultima giornata che hanno ormai deteriorato le coronarie dei tifosi.

Pizzache in questi anni, ha portato il calcio a 5 dalla serie A2 allo scudetto e alla partecipazione in Champions League, è un personaggio che quando si butta in un’avventura lo fa totalmente, con grande partecipazione emotiva. Soprattutto è ambizioso: se c’è da fare un colpaccio si gasa, gli piace essere presente nella vita del club, inventare nuove cose a tutti i livelli per rendere più appetibile il suo prodotto. Tanto che in questi anni ha sofferto per non essere riuscito, nonostante i due scudetti conquistati portando in panchina il più vincente degli allenatori italiani, Colini, e gli acquisti roboanti fatti sul mercato, a coinvolgere più di tanto la città. Non solo: il 18 febbraio aveva manifestato pubblicamente il suo dissenso nei confronti della Divisione calcio a 5 per il nuovo regolamento che consentirà l’ingaggio di soli 4 giocatori non formati anziché i 7 permessi finora. Una novità che l’ha spinto a dire che potrebbe mollare tutto, compresa l’idea di costruirsi da solo un nuovo impianto nella piana di Talacchio. La pallacanestro gli darebbe la notorietà che si merita e la riconoscenza da parte dei fans per il grande impegno, anche economico, disposto ad investire nella sua passione. In realtà, è stato il basket il suo primo amore: come tanti bambini pesaresi, da piccolo il babbo lo aveva portato al palas e si era innamorato della Scavolini. Oggi, dopo un lungo e luminoso percorso da dirigente sportivo, non farebbe altro che tornare alle origini.

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